Il senso della patria per Salvini

A mia idea, il reato di corruzione internazionale, nella riunione di Mosca, non s’è concretizzato. Ma su questo s’esprimerà la magistratura. Credo che la Lega, per qualche intoppo, in quell’occasione non abbia incassato il finanziamento illecito dalla Russia, che è bene ricordare essere una potenza straniera, ostile sia alla Nato sia all’Europa, di cui noi facciamo parte.

In ogni caso, la Lega ha tramato per intascarsi un finanziamento illecito di svariate decine di milioni di dollari dalla Russia di Putin, dittatore retrogrado e feroce che non esita ad eliminare il dissenso interno anche fisicamente, con metodi da KGB che conosce molto bene avendone fatto parte, e il dissenso esterno con l’esercito o le tangenti.

Il finanziamento, sarebbe servito per promuovere la politica della Lega e della Russia in Europa, funzionalmente agli interessi di Putin. Tutto ciò è innegabile e comprovato dalle registrazioni di Savoini, esponente della Lega e di questa, responsabile dei rapporti con la Russia.

Risultandomi poi che un partito che rappresenta il 17.5% del parlamento, ancorché dai sondaggi sembri godere di molti più consensi, non possa determinare per conto proprio e di nascosto le politiche e le alleanze internazionali per l’Italia, tutto ciò, se non configura reati penali, configura una sorta di tradimento dei valori della patria. Tutto ciò significa voler modificare di nascosto le relazioni internazionali coi nostri partner della Nato e dell’Europa senza nemmeno dibatterne in parlamento, pubblicamente.

E’ di tutto ciò che Salvini, e non solo Conte, deve riferire in parlamento. Così come deve dare conto delle iniziali bugie puerili, con cui il Ministro degli interni ha cercato di nascondere gli strettissimi legami con Savoini.

Ora è inammissibile tollerare che il Ministro degli Interni non voglia rispondere dell’operato dei suoi emissari, cercando di sminuire un affare che coinvolge la sicurezza nazionale con espressioni da pacche sulle spalle al bar. Mandando avanti il suo lacchè perché gli copra le sue porcate. Perché lo renda di nuovo presentabile per il prossimo tentativo.

Quando i cittadini italiani si sveglieranno?

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Informazioni su Matteo Costa

Matteo Costa, laureato in Economia e Commercio in Bocconi e MBA al Politecnico di Milano, ha avuto esperienze come controller di aziende multinazionali e ora lavora nella tesoreria di una primaria banca italiana.

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